L'Australia

Resoconto dei miei primi 5 anni in Australia

Coem passa il tempo: solo poco più di sei anni fa mi domandavo se fosse davvero possibile per me e la mia famiglia  iniziare una nuova vita in Australia, e mi domandavo quali sarebbero state le difficoltà, soprattutto per mia figlia con lingua e scuola, come sarebbe stato l'approccio al mondo del lavoro, alla vita sociale e così via. Adesso, mentre ho sulla scrivania i form quasi completati per la domanda di cittadinanza, in attesa di diventare un australiano a tutti gli effetti posso prendere fiato e fare un piccolo bilancio di questi primi cinque anno Downunder.



Iniziamo dalla fine, così i più ansiosi avranno subito la loro risposta: no, non me ne sono pentito, anzi non tornerei in Italia per tutto l'oro del mondo; la mia vita qui è quanto più vicina possibile al concetto di perfezione, amo (quasi) tutto di questo paese e sono felice.

Detto questo, vediamo un po' più di dettagli su quanto è successo in questi cinque anni.

LA LINGUA INGLESE
Uno dei problemi principali di chi decide di fare un'esperienza in terra australiana è sicuramente la lingua. Quelle poche persone che ho conosciuto che non sono state capaci di adattarsi a questo paese erano quelle che meno parlavano inglese, persone che vivevano in casa con altri italiani parlando italiano, lavoravano per italiani parlando italiano, frequentavano altri italiani parlando italiano. Non è così che funziona, mi spiace: vivere in un altro paese significa rinunciare a parte della propria cultura, di cui la lingua è l'aspetto principale; se volete integrarvi ed essere accolti e rispettati dovete essere in grado di parlare inglese.

Non che gli australiani siano pignoli per quanto riguarda pronuncia o errori, anzi apprezzano più l'impegno che il risultato: dimostrare di volersi integrare imparando la lingua sarà sufficiente per guadagnarsi il rispetto di tutti, anche senza avere un accento aussie. Tutti si sforzeranno di capire senza farvi pesare i vostri errori (e questo per me è un problema, gli australiani pensano di essere polite a non correggervi, ma in realtà questo potrebbe aiutare a imparare meglio) ed ameranno il vostro accento italiano.

CITTA' O CAMPAGNA
La scelta del posto dove vivere ha un'enorme influlenza sul tipo di vita sociale che vi potete aspettare. In campagna le persone sono incredibilmente aperte e disponibili, è facilissimo fare amicizie e spendere i fine settimana a farsi due snags ad una birra con amici e conoscenti. Le grandi città sono più fredde e dinamiche, come ovunque nel mondo, ma in compenso ci sono molte più opportunità per godersi la vita notturna o altri modo di socializzare più adatti ai ragazzi più giovani.

Alla fine dipende da cosa cercate nella vita, io vivo in un grosso centro regionale dove ancora si dorme con la porta di casa aperta, i vicini vengono ad aiutare volentieri se hai bisogno ed anche lavori più grossi (come spalare un paio di camionate di terra) possono essere fatti in cambio di due birre ed un barbie. Idealmente vorrei essere in grado di passare una settimana al mese a Melbourne ma poi trascorrere il resto del tempo qui davanti al mare, zappando il mio orticello e godendomi l'oceano, ma ognuno deve trovare quello che si adatta meglio al proprio stile di vita.

LE OPPORTUNITA' DI LAVORO
La scelta fra città e campagna influenza molto anche le opportunità di lavoro, la richiesta di dipendenti in tutti i settori è ovviamente maggiore in città ma con lodevoli eccezioni. Per i piccoli imprenditori invece può essere consigliato un approccio a partire dalle zone regionali, dove la concorrenza è scarsa o inesistente in molti settori e tutto risulta più facile e meno costoso.
Qui nel SW Victoria c'è una forte domanda in molti settori, Warrnambool ha una grossa area industriale dove è possibile affittare un capannone per molti tipi di attività a prezzi ragionevoli, servendo un'area discretamente popolata. La logistica può essere un po' più complicata (e costosa) ma il costo della vita è minore.

LE SCUOLE
Scegliendo di vivere in campagna, occorre valutare bene la zona, visto che il concetto di vivere in mezzo al nulla assume un significato molto più realistico in Australia... Un grosso centro regionale come Warrnambool offre scuole di ogni tipo, pubbliche e private, fino al TAFE ed alla Deakin University. Le primary school sono a mio avviso anche meglio di quelle di una città come Melbourne, con la scelta di piccole scuole o grandi campus, e non mancano nell'area college privati di qualità per chi cercasse quel tipo di educazione.

COMPRARE UNA CASA
Il costo medio di una casa è ovviamente molto più basso in campagna che in città, io ho scelto di acquistare un terreno e farmi costruire una casa, esperienza entusiasmante che mi ha coinvolto fin dalla fase di disegno e progettazione e che raccomando caldamente. A parte la difficoltà per far capire all'idraulico come mai volessi spendere tutti quei quattrini per mettere i bidet nei bagni :) tutto è filato liscio nonostante la mia totale inesperienza ed il fatto che la conoscenza della lingua ancora non fosse eccellente.

Una casa in affitto ha un costo intorno ai $400 per settimana, mentre un'analoga casa in uno dei quartieri intorno alla city può costare quasi il doppio. Un terreno costa a partire da $100.000 in campagna a venti minuti dal paese, a partire da $160.000 in un centro regionale, farsi costruire una casa singola con tre camere, cucina e bagni arredati costa a partire da $150.000.

GUIDARE
La guida "dalla parte sbagliata" non è un problema, ci si abitua fin dal secondo giorno (beh, forse al primo giorno qualche incertezza ci può essere per chi non abbia mai guidato in Inghilterra...). Gli australiani guidano generalmente in maniera molto corretta, molto più che ovunque in Europa tranne forse in zlcune zone della Germania e della Svizzera. I limiti vengono rispettati e ci sono molti controlli su strade ed autostrade da parte della polizia, anche con auto senza insegne. Una città enorme come Melbourne (oltre 4 milioni di abitanti) è più caotica di un paesone di campagna, ma il traffico non è neppure lontanamente paragonabile a quello ad esempio di una piccola città come Firenze.

BUROCRAZIA
Non vorrei farla troppo facile, ma ogni volta che ho avuto qualche problema che in Italia mi avrebbe fatto ulteriormente recedere la mia hairline sulla fronte, qui è stato risolto velocemente e senza alcun problema, generalmente con un'email un una telefonata. Dalla perdita della patente ad un inghippo con la registrazione di un business name, tutto funziona in un modo oserei dire fantastico, solo questo basterebbe a giustificare di volersi trasferire qui.

Insomma, il riassunto di questi conque anni l'ho scritto all'inizio ed è ampiamente positivo, questo non toglie che non siamo tutti uguali (per fortuna) e che altri si possano trovare in situazioni diverse dalla mia. Vale la pena provare, comunque, nel peggiore dei casi potrete sempre tornervene in Italia...

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